Un weekend romantico
di Coquelune
14 settembre 2026 · 1 min di lettura

Un weekend romantico per staccare, anche se dalle ferie siamo tornate da poco. Perché a volte il modo più gentile di rientrare nella routine è concedersi ancora un po' di tempo prima di ricominciare davvero.
Siamo tornate dalle vacanze da poco.
Lo diciamo così, quasi con una certa sicurezza. Le valigie sono state disfatte, i vestiti estivi sono tornati nell'armadio, le fotografie sono ancora lì, da qualche parte, nel telefono. Abbiamo ripreso a lavorare, a fare la spesa, a rispondere ai messaggi lasciati in sospeso.
Eppure c'è una cosa che continuiamo a pensare.
Non siamo mai tornate veramente.
Forse perché il rientro è stato troppo veloce. Un volo, una lavatrice, una settimana di lavoro e improvvisamente ci siamo ritrovate dentro le giornate di sempre, con la sensazione che qualcuno avesse premuto il tasto “riprendi” prima che fossimo pronte.
E allora, invece di aspettare il prossimo ponte, il prossimo viaggio, le prossime ferie, possiamo fare una cosa molto più semplice.
Concederci 48 ore.
Non per scappare dalla nostra vita.
Per tornarci con un po' più di calma.
Venerdì sera: partire senza fretta
Non serve andare lontano.
Anzi, questa volta è quasi meglio non farlo.
Una destinazione raggiungibile in un paio d'ore è perfetta: una piccola città, un paese sul mare, una casa in campagna, un albergo con poche camere e la promessa di non dover fare praticamente nulla.
Partiamo dopo il lavoro, senza trasformare la partenza in un'altra incombenza.
Una borsa piccola. Qualche vestito comodo. Un libro che non abbiamo ancora iniziato. E quella sensazione piacevole di sapere che per le prossime ore non dobbiamo essere efficienti.
La prima sera non programmiamo niente.
Una passeggiata.
Una cena scelta senza guardare l'orologio.
Due bicchieri di vino, se ne abbiamo voglia.
E soprattutto una conversazione che non cominci con “Domani dobbiamo…”.
Sabato: dimenticarsi dell'orario
Il lusso, spesso, non è fare qualcosa di speciale.
È non avere niente da rincorrere.
La mattina ci svegliamo quando capita. Facciamo colazione lentamente. Restiamo a letto qualche minuto in più, senza sensi di colpa.
Poi usciamo.
Possiamo andare al mare anche se non è più piena estate. Oppure camminare in un bosco, visitare un borgo, perderci tra le strade di una città che non conosciamo abbastanza.
Il programma può essere uno solo: stare insieme senza dover riempire ogni momento.
Perché anche questo ci manca, qualche volta.
Stare accanto alla persona che amiamo senza che la giornata debba necessariamente diventare un evento.
Pranzare tardi.
Comprare qualcosa che non ci serve.
Entrare in una libreria.
Fermarsi per un caffè.
Guardarsi.
E scoprire che non abbiamo bisogno di molto altro.
Sabato sera: vestirsi solo per noi
Per la sera possiamo fare una cosa che nella vita di tutti i giorni succede sempre meno.
Prepararci senza avere fretta.
Un vestito che ci piace. Un profumo che avevamo quasi dimenticato. I capelli lasciati come vengono, oppure sistemati con quella cura che normalmente rimandiamo.
Non perché dobbiamo essere più belle.
Perché è bello, ogni tanto, sentirsi desiderabili.
Da noi stesse, prima ancora che dall'altra persona.
La cena può essere importante oppure semplicissima. Quello che conta è sederci a tavola e lasciare che la sera duri.
Parlare delle vacanze.
Di quello che ci è piaciuto.
Di quello che vorremmo cambiare.
Di un viaggio che magari faremo tra qualche mese.
O anche di niente.
Il romanticismo, forse, è anche questo: avere ancora cose da dirsi quando non c'è niente da organizzare.
Domenica: rientrare piano
La domenica non dovrebbe essere il giorno in cui cominciamo già a preoccuparci del lunedì.
Facciamo colazione.
Camminiamo ancora un po'.
Magari ci fermiamo a pranzo prima di ripartire.
E poi torniamo a casa.
Ma questa volta senza quella sensazione di essere state catapultate indietro.
Perché non abbiamo cercato un'altra vacanza.
Abbiamo semplicemente creato uno spazio.
Uno spazio piccolo, di 48 ore, dentro la nostra vita.
Tornare, ma senza strappi
Forse non possiamo rimandare settembre.
Non possiamo allungare le ferie all'infinito né impedire alla routine di ricominciare.
Possiamo però scegliere come tornarci.
Possiamo smettere di pensare che per staccare servano sempre grandi viaggi, settimane intere, programmi perfetti.
A volte bastano due giorni.
Due persone.
Un posto diverso dal solito.
E la decisione, semplice ma non così scontata, di non riempire tutto.
Perché forse non avevamo bisogno di partire di nuovo.
Avevamo bisogno di tornare a noi, prima di tornare a tutto il resto.